Chi tutela e come la salute di un buon bicchiere d’acqua?

Chi tutela l'acqua pubblica garantendo l'assenza di sostanze inquinanti e metalli pesanti?

La gestione della rete idrica. Un grattacapo per le amministrazioni.

L’acqua, oltre a dover essere salvaguardata ed utilizzata con efficienza e sostenibilità, dovrebbe essere controllata e sicura per tutti. Ma non sempre è così.
Da quando, nel 2001, è entrata in vigore la norma che impone regole più stringenti sulla presenza di inquinanti e metalli pesanti, 13 Regioni su 20 hanno fatto richiesta di una deroga per dichiarare bevibile l’acqua, nonostante gli sforamenti.
Le deroghe, strumento eccezionale per concedere il tempo necessario alle amministrazioni per rientrare nei parametri di legge, spesso sono state adottate con leggerezza senza portare ad una reale soluzione dei problemi.

  • Leggi deroga

     

    Nel 2012 sono scaduti i termini fissati dalla UE per le deroghe concesse a centinaia di comuni Italiani per riportare entro i parametri di legge sostanze come Arsenico, Boro, Pesticidi e Fluoruri presenti nei loro acquedotti. I 3 anni più 3 di deroga dovevano consentire ai comuni di risolvere il problema dichiarando, nel frattempo, l’acqua inquinata potabile per legge.

  • Mancata manutenzione acquedotti

    Oggi, il Paese che ha inventato gli acquedotti è in coda all’Europa nella depurazione e ha problemi con la manutenzione. Tanto che la nostra rete idrica registra le perdite più alte in area Ue, con un aumento costante dall’1 al 3% l’anno. Il 60% della rete è stata posata, infatti, oltre 30 anni fa, mentre un quarto ha superato il limite di resistenza strutturale dei 70 anni.

     

    Mancata manutenzione acquedotti

  • Innalzamento delle soglie di tolleranza

     

    128 Comuni nel 2010 avevano chiesto alla Commissione Europea di poter innalzare la soglia di concentrazione dei livelli di arsenico nell’acqua da 10 microgrammi per litro a 30, 40 o 50 microgrammi, a seconda dei valori riscontrati nei loro acquedotti. Solamente al rifiuto della UE i comuni interessati hanno dato comunicazione alla popolazione.

  • Informazione insufficiente

    La gestione delle emergenze idriche in Italia spesso mette al secondo posto la salute dei cittadini. Tanto che, per evitare problemi, molte amministrazioni tengono all’oscuro la popolazione. Non mancano, infatti, esposti per la mancata comunicazione presentati da cittadini e associazioni di consumatori in tutta Italia.

     

    Informazione insufficiente