Siti contaminati a Brescia:  91 le bombe ecologiche segnalate

Suolo, sottosuolo, acque superficiali e di falda contaminati da scorie e sostanze nocive.

“Brescia Oggi” lancia l’allarme: la provincia lombarda sarebbe un immenso campo minato, punteggiato da piccole e grandi bombe ecologiche in attesa di essere disinnescate.

La media è preoccupante dato che, secondo quanto affermato nell’articolo a firma di Cinzia Reboni, se ne conterebbero 1 ogni 4 paesi per un totale di 91 siti con suolo, sottosuolo o acque superficiali e di falda contaminati da sversamenti accidentali di sostanze nocive, scarichi abusivi di rifiuti o accumuli di scorie di attività industriali.

Una “lista nera” a cui è necessario aggiungere, non solo l’emergenza delle emergenze, ovvero il sito di interesse nazionale Sin Caffaro, ma anche altri 9 di interesse regionale localizzati fra hinterland, Bassa Bresciana e Valcamonica. Zinco, rame, piombo, cadmio e selenio nel terreno, idrocarburi, solventi clorurati, cromo esavalente e manganese nelle falde sotterranee, sono i fenomeni più gravi provocati dai siti contaminati del Bresciano, che valgono il 10,63% degli 856 presenti in tutta la Lombardia.

Ma a chi spetta risanare il territorio?

In teoria, ricorda la Reboni, dovrebbe valere il principio del “chi inquina paga”, ma nella maggioranza dei casi risalire ai responsabili dell’inquinamento è impossibile, spesso perché si tratta di arche-contaminazioni come, ad esempio, le discariche di PCB e altre sostanze tossiche seppellite negli anni Settanta e riesumate recentemente durante gli scavi per la Tav. Oppure, come nei casi di contaminazione industriale, si tratta di aziende fallite e la bonifica finisce con lo smarrirsi nelle complesse procedure concorsuali.

In tutti questi casi tocca alle istituzioni intervenire. A seconda delle dimensioni del sito “avvelenato”, l’onere ricade su Comuni, Regione o Stato. Nel 2014 la Regione ha varato un piano di risanamento, che prevede una graduatoria in base all’applicazione di un’analisi di rischio che ha permesso di definire le priorità di intervento, e ha stanziato oltre 51 milioni di euro per 69 siti.

Leggi l’articolo originale sul sito Brescia Oggi.

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