Le Iene: il sistema di depurazione dell’acqua ad osmosi inversa NON è una bufala

Matteo Viviani de “Le Iene” ne conferma la validità affermando che l’acqua trattata con un depuratore ad osmosi inversa è un’acqua oligominerale, inodore, dal sapore gradevole e priva di batteri.

Il video rilasciato da Le Iene smentisce le bufale messe in circolazione sui sistemi di trattamento delle acque ad osmosi inversa, confermando che la tecnologia offerta anche dal nostro depuratore H2Ok è assolutamente efficace nella completa rimozione dei contaminanti e nella quasi totalità delle impurità presenti nell’acqua che esce dai rubinetti delle nostre abitazioni.

Viene ribadita anche l’estrema importanza del sistema che regola la corretta quantità di sali minerali disciolti nell’acqua dopo il processo di filtraggio per evitare di bere un’acqua eccessivamente impoverita (di fatto una sorta di “acqua distillata”) come accade nei comuni depuratori d’acqua.

La vera bufala rimane, invece, quella relativa al “test dell’elettrolisi” che non dimostra affatto la purezza dell’acqua e spesso viene utilizzato da alcuni rivenditori “truffaldini” per spingere il potenziale acquirente all’acquisto.

L'osmosi inversa non è una bufala. Il chiarimento delle Iene sui depuratori d'acqua.

In cosa consiste la truffa dell’elettrolisi?

Proprio per distinguere (e tutelare) chi opera con professionalità, occorre fare chiarezza in merito alla tecnica di vendita basata sulla prova dell’elettrolisi. Il problema, infatti, non è il sistema di trattamento in sé (l’osmosi inversa è una tecnologia utile), bensì da ciò che viene raccontato al potenziale acquirente.

Ma cos’è il test dell’elettrolisi? In un bicchiere contenente l’acqua di rete si inseriscono due elettrodi collegati ad un generatore di corrente continua (precipitatore elettrolitico) sottoponendo l’acqua a un processo chimico-fisico: dopo qualche minuto si ottiene una soluzione rossastra ricca di residui. Prova, secondo alcuni venditori, della cattiva qualità dell’acqua che andrebbe, dunque, trattata. In genere il test viene ripetuto su un campione di acqua depurata, che non mostrerebbe, invece, alcun tipo di deposito.

Attenzione però: la formazione di depositi rossastri non dipende dalla qualità dell’acqua, bensì dal materiale di cui è costituito l’elettrodo (ferro) il quale, durante l’elettrolisi, reagisce con gli ioni OH. Con l’acqua osmotizzata i depositi mancano perché, se non miscelata (gli impianti sono solitamente dotati di un regolatore del contenuto salino che nel test non viene utilizzato), risulta assai povera di sali e, di conseguenza, con una scarsa conducibilità elettrica, ragione per cui l’elettrodo di ferro non si corrode. Se venisse usato un elettrodo di materiale diverso dal ferro, poi, non si osserverebbe alcuna formazione di depositi con nessun tipo d’acqua.

La prova dell’elettrolisi, quindi, non dimostra la qualità di un’acqua quanto piuttosto, per comparazione, l’efficacia dell’impianto in grado di ridurre, sostanzialmente, la quantità di sali disciolti nell’acqua.

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