Con L’acqua del rubinetto di casa beviamo anche microscopiche fibre di plastica

Fibre di plastica nell'acqua del rubinetto di casa nostra

È quanto emerge dalla ricerca di ORB Media – pubblicata da Repubblica – che ha raccolto 159 campioni di acqua potabile in cinque continenti.

Dai rubinetti di casa di tutto il mondo, da New York a Nuova Delhi, sgorgano fibre di plastica microscopiche: questo ciò che rivela una ricerca originale di Orb Media, un sito di informazione non profit di Washington.

La contaminazione sfida le barriere geografiche e di reddito: il numero di fibre trovate nel campione di acqua di rubinetto prelevato nei bagni del Trump Grill, ad esempio, è uguale a quello dei campioni di Quito, la capitale dell’Ecuador. La Orb Media ha trovato microfibre di plastica perfino nell’acqua in bottiglia.

Gli scienziati non sanno in che modo queste fibre di plastica arrivino nell’acqua di rete, o quali possano essere le implicazioni per la salute. Qualcuno sospetta che possano venire dai vestiti sintetici, come gli indumenti sportivi, o dai tessuti usati per tappeti e tappezzeria. Il timore è che queste fibre possano veicolare sostanze chimiche tossiche che dall’acqua dolce si “depositerebbero” nel corpo umano, con conseguenze difficilmente prevedibili per la salute.

Sherri Mason, una delle pioniere della ricerca sulla microplastica, è allarmata. “Se le microplastiche stanno avendo un impatto sulla fauna selvatica – afferma – come possiamo illuderci che non l’avrà su di noi?”.

Il mondo sforna ogni anno 300 milioni di tonnellate di plastica. Oltre il 40% di questa massa viene usato una volta soltanto, a volte per meno di un minuto, e poi buttato via. Ma la plastica rimane nell’ambiente per secoli. Secondo un recente studio, dagli anni 50 a oggi sono stati prodotti in tutto il mondo oltre 8,3 miliardi di tonnellate di plastica.

Leggi l’articolo originale sul sito di repubblica.it

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